Oceana denuncia potenziali casi di pesca illegale, non dichiarata e regolamentata in modo insufficiente in tutto il Mediterraneo | Oceana Europe
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Oceana denuncia potenziali casi di pesca illegale, non dichiarata e regolamentata in modo insufficiente in tutto il Mediterraneo

L'analisi dei segnali satellitari nel mare più sovrasfruttato del mondo rivela oltre ventottomila ore di pesca apparente all'interno di aree protette nel 2018

Press Release Date

Tuesday, July 16, 2019
Contact: Natividad Sánchez: nsanchez@oceana.org 0034 911 440 880

Tirana – Oceana ha denunciato potenziali casi di pesca illegale non dichiarata e scarsamente regolamentata nelle acque del Mediterraneo, il mare più sovrasfruttato del mondo (80% degli stock ittici). I risultati di questa analisi saranno presentati alla riunione della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM), che si terrà questa settimana a Tirana, in Albania.

L'analisi, basata sull'algoritmo di rilevamento della pesca Global Fishing Watch, ha preso in esame i dati relativi all'intero 2018. In totale, Oceana ha computato più di 28.000 ore di pesca apparente all'interno di aree protette del Mediterraneo. Il caso più allarmante riguarda oltre 14.000 ore di pesca apparente ad opera di 56 pescherecci con reti a strascico in tre zone soggette a restrizione dell’attività di pesca nel Canale di Sicilia. Dal 2017 è vietata la pesca a strascico in queste zone che fungono da vivaio per i giovani naselli – la specie più sfruttata del Mediterraneo – e per i gamberi rosa mediterranei.

“Meno dell'1% del Mar Mediterraneo è protetto da zone soggette a restrizione dell’attività di pesca – una superficie corrispondente più o meno alla Sicilia – e sembra che i pescherecci di alcuni Stati mediterranei siano coinvolti nella pesca illegale in queste zone. I dati mostrano che con una migliore applicazione delle norme, ad esempio nell'area adriatica di restrizione della pesca, la tutela di tali zone ecologiche aiuta a ricostituire le popolazioni ittiche sovrasfruttate,” ha dichiarato Nicolas Fournier, Policy Manager di Oceana in Europa.

Map of cumulative fishing effort (number of fishing hours per square kilometre) for fishing vessels operating in two of the Strait of Sicily FRAs (East of Adventure Bank FRA and West of Gela Basin FRA) from January 2018 - December 2018. 

Lo studio di Oceana rappresenta il follow-up di un'indagine presentata alla CGPM l'anno scorso. Potenziali operazioni di pesca non autorizzata sono state osservate anche nelle acque di diversi paesi del Mediterraneo, tra cui Libia (4.400 ore), Tunisia (1.900 ore), Siria (80 ore), Albania (780 ore), Montenegro (1.800 ore) ed Egitto (390 ore). Oceana non è riuscita a verificare se tali attività fossero legali o meno, per via della mancanza di trasparenza sugli accordi di accesso tra paesi, che potrebbero altrimenti fornire informazioni su chi è autorizzato a pescare e dove. La trasparenza, la responsabilità e un sistema di monitoraggio e di sanzioni efficace rappresentano i migliori strumenti per contrastare la pesca INN (illegale, non dichiarata e non regolamentata).

Oceana esorta i membri della CGPM a migliorare la trasparenza, anche per quanto riguarda gli accordi di accesso alla pesca, a rafforzare gli obblighi di rendere pubbliche le informazioni sui registri dei pescherecci e a migliorare i sistemi di monitoraggio e di sanzioni, in particolar modo nelle zone di restrizione della pesca. Per saperne di più:

Raccomandazioni di Oceana per la CGPM 2019.